No alle disparità tra RTDA

Alla cortese attenzione
dell’Onorevole Anna Maria Bernini
Ministro dell'Università e della Ricerca
e della Dott.ssa Sara Rossi
Dirigente responsabile della Direzione generale della ricerca - Ufficio IV

Scriviamo in merito alla questione inerente alla negata possibilità dei Ricercatori a Tempo Determinato di tipo A (RTDA, legge 240/2010) assunti a tempo pieno su finanziamento ministeriale, regionale e/o comunque non su fondo ordinario, di poter accedere a incarichi di responsabilità a qualsiasi titolo su progetti vinti sulla base di bandi competitivi. Attualmente, un RTDA a tempo pieno su fondi PON (e.g., ex D.M. 1062/2021) o su fondi PNRR, ha l'obbligo di rendicontare il 100% delle proprie ore/uomo sul progetto su cui è stato assunto. Questo vincolo esclude, di fatto, la possibilità per questo ricercatore di essere parte di qualsiasi altro progetto con l’assunzione di ruoli di responsabilità scientifica, come ad esempio essere Principal Investigator di progetti PRIN, e/o comunque di essere coinvolto con un certo numero di mesi/uomo in progetti europei (e.g., Pathfinder, Horizon). Per quanto sia possibile la collaborazione, previa autorizzazione MUR, a progetti che permettano di rendicontare 0 ore, tale condizione, di fatto, non costituisce beneficio alcuno per il ricercatore in termini sia di finanziamento che di carriera.

Questo limite totale nella possibilità del ricercatore di poter accedere, tramite bandi competitivi, a finanziamenti ulteriori da utilizzare in modo sinergico per le proprie attività di ricerca, di fatto pone freni significativi alla realizzazione efficace del proprio progetto. Basti pensare che ogni possibilità di spesa accessoria finalizzata alla conduzione del progetto è del tutto preclusa ai RTDA PON (e.g., eventuale acquisto di strumenti di laboratorio, reagenti, modelli, fondi per divulgare la propria ricerca in convegni).

Il fatto che questa possibilità non sia invece preclusa ai RTDA a tempo pieno assunti su fondo ordinario di Ateneo, su progetti vinti a titolo personale o, comunque, su progetti ministeriali o regionali che non impongano la totalità della rendicontazione delle ore/uomo del ricercatore crea, di fatto, una discriminazione tra i diversi RTDA basata soltanto sull'origine dei fondi.

La problematica è ancor più sentita dai RTDA PON al di sotto della soglia dei 40 anni, ai quali la partecipazione ad eventuali bandi dedicati è attualmente preclusa e, di fatto, rischiano di non poter beneficiare mai di questa opportunità qualora, al termine del contratto, abbiano superato la suddetta soglia di età.

Tale discriminazione verso i RTDA PON è inoltre aggravata dalle attuali procedure di Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) che prevedono, tra i possibili titoli richiesti a un ricercatore per raggiungere una discreta maturità scientifica ed essere abilitato, di avere uno o più ruoli in progetti nazionali o internazionali (vedi allegato A del DM 120/2016). Inoltre, essendo di fatto discrezione della commissione delle Aree

Disciplinari quali titoli valutare per il conseguimento dell'abilitazione (DM 120/2016), in diversi settori il possesso di uno o più ruoli in progetti nazionali e/o internazionali può essere determinante per ricevere l'ASN.

Sembrerebbe dunque che in sede di ASN il Ministero richieda ai ricercatori il possesso di titoli che gli vengono, di fatto, preclusi esclusivamente sulla base dell’origine dei finanziamenti, la cui acquisizione è quindi pesantemente ostacolata in maniera discriminatoria nei confronti dei colleghi RTDA su fondi di Ateneo.

Inoltre, l'attuale normativa prevede la possibilità anche soltanto di partecipare a bandi di finanziamento da parte del RTDA il cui contratto sia finanziato con fondi PON solo se quest'ultimo è “a tempo definito”, precludendo al ricercatore “a tempo pieno” la possibilità di chiedere la variazione di regime contrattuale solo a seguito dell'eventuale vittoria di un finanziamento o, nel caso in cui il regime di tempo definito non venisse concesso dall'Ateneo, di rinunciare all’eventuale ruolo nel progetto/grant vinto.

Il RTDA è quindi costretto a scegliere tra sole due possibilità: chiedere di passare a priori a “tempo definito” per poter partecipare ai bandi di progetto, rinunciando così a parte del servizio fornito al proprio Ateneo, oppure rimanere a tempo pieno, rinunciando così anche alla sola possibilità di partecipazione a bandi nazionali e/o internazionali. E’ vero altresì che spesso la partecipazione a un bando si risolve in
lunghi tempi di attesa e che, partecipando oggi, il ricercatore potrebbe trovarsi a svolgere l'ulteriore progetto, nella migliore delle ipotesi, durante il terzo e ultimo anno del contratto. Nel caso specifico di RTDA PON ex D.M. 1062/2021, quest'ultimo anno di contratto è soggetto a finanziamento diretto dell'Ateneo, e non ricade nel finanziamento PON. Potrebbero quindi risultare risolti eventuali problemi di conflittualità in sede di rendicontazione.

Chiediamo pertanto di valutare la possibilità che un RTDA su fondi PON o PNRR a tempo pieno possa partecipare ai bandi competitivi nazionali e internazionali, rendicontando le ore sufficienti a svolgere il progetto. Questo permetterebbe al ricercatore l’acquisizione di risorse ulteriori per condurre la propria attività di ricerca, in sinergia con il finanziamento ricevuto in ambito PON/PNRR, nonché la legittima acquisizione di titoli da spendersi in sede di ASN.

Se questo non fosse possibile chiediamo che il MUR intervenga, in accordo con l'ANVUR, sul dispositivo dell'ASN affinché l'abilitazione nei vari SSD non sia vincolata ad alcuni criteri e titoli (ad es., Responsabilità di studi e ricerche scientifiche, Responsabilità per progetti ammessi a finanziamenti su bandi competitivi, Formale attribuzione di incarichi di insegnamento o di ricerca presso atenei e istituti di ricerca esteri ecc.) il cui conseguimento ci è attualmente precluso da vincoli contrattuali.

Confidando nell'interesse di tutti affinché le tematiche di ricerca sviluppate in questi
tre anni non rimangano incompiute.

Restando a disposizione attendiamo un Vostro cortese riscontro.