Niente si fa con niente: manifesto per un lavoro di ricerca stabile e dignitosamente retribuito

Nell’Italia post-pandemica, la ricerca continua a vivere una tensione fra tecnicizzazione dei saperi e delle decisioni di politica accademica e aziendalizzazione dell’università: se da un lato il ruolo sociale della ricerca viene osteggiato e bandito dalla ratio decidendi nazionale e locale, assieme a democraticità, pubblicità e inclusività delle istituzioni accademiche e della possibilità stessa di accedere al ruolo di ricercatore/trice, dall’altro assistiamo all’appalto del finanziamento della ricerca, se non della sua stessa programmazione, agli interessi del capitale privato per i quali il ricercatore/trice, specie se giovane, è costretto a disegnare il proprio percorso di vita all’insegna dell’intermittenza fra una posizione precaria e l’altra, alla competizione per l’accaparramento di risorse scarse e primariamente orientate alla soddisfazione di interessi corporativi... Potete scaricare il documento in pdf qui.

PhD e PA: oltre il danno la beffa!

L’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia continua a ricevere segnalazioni inerenti il “malessere” di dipendenti pubblici-Dottori di Ricerca a causa delle condotte tenute da alcune Amministrazioni, tra cui paradossalmente anche alcuni Atenei, in cui a causa di un’errata interpretazione e/o “impropria” applicazione della normativa vigente in materia di congedo “per motivi di studio”, alcuni dottorandi/e e dottori/esse di ricerca si sono visti anziché “valorizzati”, addirittura “discriminati” nelle procedure per le progressioni economiche svolte dall’amministrazione di appartenenza, nei bandi di concorso espletati e perfino nel trattamento riservato al lavoratore nel momento del rientro in servizio, dopo il periodo di congedo.

ADI scrive a INPS: ingiustificato respingimento delle domande bonus 200 € per dottorandi/e

A fronte delle segnalazioni pervenute agli sportelli dell’Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia – che già aveva provveduto a segnalare a questo Istituto numerose difformità nella possibilità stessa di presentare istanza per dottorandi italiani e stranieri – chi scrive, nelle sue qualità di rappresentante degli iscritti a corsi di dottorato di ricerca in seno al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, ha l’obbligo di portare a conoscenza delle SS.VV. come, a partire dalla giornata del 17 novembre 2022, moltissimi dottorandi in tutt’Italia abbiano riscontrato come la domanda per l’indennità, regolarmente presentata e nonostante la rispondenza a ciascheduno dei requisiti sopra elencati, sia stata respinta con la seguente generica motivazione: “non risulta iscritto alla Gestione separata e/o non risulta essere titolare di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o di dottorando o assegnista di ricerca e/o il reddito derivante dai suddetti rapporti, per l’anno di imposta 2021, risulta superiore a 35.000 euro”.

No alla tagliola, sì al finanziamento della riforma del preruolo

Ad un mese dal Congresso si è riunita l'Assemblea Nazionale dell’ADI, che ha avuto a tema, oltre ad una serie di questioni relative all'organizzazione interna, l'analisi della fase politica attuale e la posizione dell'Associazione rispetto alla riforma del preruolo universitario.
 
L'Assemblea ha quindi ritenuto di rilanciare la piattaforma con cui ADI si pone rispetto alla riforma, riconoscendone gli aspetti positivi e migliorativi e chiedendo con forza la copertura finanziaria necessaria perché non si trasformi, invece, in uno strumento di ulteriore precarizzazione quando non di espulsione.
 

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